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Divieto di liberazione non consensuale del debito di terzi nel fallimento.

Questa legge mira a tutelare i diritti dei cittadini e delle aziende che vantano crediti nei confronti di soggetti non direttamente in fallimento. Proibisce ai tribunali fallimentari di estinguere o modificare la responsabilità di queste terze parti senza il consenso esplicito del creditore. Ciò significa che, se un'azienda fallisce, i creditori mantengono il diritto di perseguire azioni legali contro altre entità potenzialmente responsabili, aumentando le loro possibilità di recupero finanziario.
Punti chiave
Tutela dei creditori: I tribunali fallimentari non possono annullare o modificare automaticamente le passività di entità non debitrici (ad esempio, società collegate) nei confronti dei creditori, a meno che il creditore non fornisca un consenso esplicito per iscritto.
Consenso attivo richiesto: Il consenso per la liberazione del debito di terzi deve essere espresso e scritto; non può essere implicito dal silenzio, dalla mancata opposizione a un piano di riorganizzazione o dalla semplice accettazione del piano.
Limitazione temporale delle sospensioni: Gli ordini temporanei del tribunale che impediscono ai creditori di perseguire crediti contro i non debitori sono limitati a 90 giorni, a meno che il creditore interessato non acconsenta espressamente a una proroga.
Prevenzione delle 'fusioni divisionali': Il tribunale deve respingere un caso di fallimento se il debitore è stato formato nei 10 anni precedenti attraverso una ristrutturazione volta a separare attività materiali da passività e assegnare tali passività al debitore.
article Testo ufficiale account_balance Pagina del processo
Scaduto
Sondaggio cittadino
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Informazioni aggiuntive
Numero di stampa: 118_S_5415
Sponsor: Sen. Warren, Elizabeth [D-MA]
Data di inizio: 2024-12-03